Ticino e Grigioni

Fiorenzo Dadò: “Sostegno a De Rosa se si ricandida”

Il presidente de Il Centro si esprime sugli scenari per il Governo 2027: “Stiamo elaborando le nostre strategie” - Critico al Consiglio di Stato: “Non dimostra di essere compatto”

  • 36 minuti fa
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C'è aria di campagna ospita Il Centro

Il Quotidiano 29.05.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano-Sharon Bernardi/DC 

Nel suo spazio di confronto con i presidenti di partito, in vista delle elezioni cantonali dell’11 aprile 2027, il Quotidiano ha ospitato Fiorenzo Dadò, presidente de Il Centro.

L’addio alla politica di Christian Vitta è il punto di partenza per parlare del prossimo Governo e a Dadò viene subito proposto un esercizio di fantapolitica: il PLR raddoppia e il tandem Lega-UDC scoppia, oppure tiene e in Governo entra un democentrista? “È difficilissimo da dire in questo momento: potrebbe andare in un modo o in un altro”, esordisce il presidente de Il Centro, “detta coi numeri che abbiamo visto nella passata legislatura, il tandem Lega-UDC dovrebbe riuscire a mantenere i due consiglieri di Stato. Naturalmente dipende molto da loro”. 

“Se si collabora, si può sicuramente fare qualcosa di buono”

Mercoledì Fiorenzo Dadò ha firmato un atto parlamentare sulla nomina dei magistrati con il presidente del PLR Alessandro Speziali: si può interpretare come una prova generale per un’alleanza politico-partitica? “Chi mi conosce sa benissimo che io ho sempre tentato, voluto, delle alleanze tra i partiti, perché da soli non si fa assolutamente nulla. In questo Cantone abbiamo delle differenze, abbiamo delle proposte, ma se si collabora assieme si può sicuramente fare qualcosa di buono. Con Speziali i miei rapporti sono molto buoni, per cui su certi temi riusciamo sicuramente a fare delle buone cose e questo è stato un caso”, risponde Dadò.

La discussione si sposta sul rapporto tra Lega e UDC: attualmente, viene analizzato in studio, non si può propriamente parlare di “feeling”. La partita ora sembra giocarsi a centrodestra: Il Centro starà a guardare? “Non staremo a guardare: non si preoccupi che stiamo elaborando le nostre strategie”, afferma Fiorenzo Dadò. “La nostra strada è abbastanza chiara, segnata. Noi cerchiamo di portare avanti tutta una serie di proposte molto concrete, molto chiare e quelle nuove le faremo nei prossimi mesi e il cittadino potrà poi giudicarci.”

“Se De Rosa deciderà di ricandidarsi, noi lo sosterremo compatti”

È d’obbligo, poi, una domanda sulla possibilità di una ricandidatura di De Rosa. “Personalmente auspico che De Rosa accetti di essere ricandidato”, dice il presidente de Il Centro, ”tuttavia, deve ancora sciogliere le sue riserve. Verrà contattato dalla Commissione Cerca, guidata da Marco Passalia, e se De Rosa deciderà di ricandidarsi, noi lo sosterremo compatti”.

Il partito, viene chiesto, si prende un po’ di responsabilità per l’attuale “dormiveglia” del Governo? “Sicuramente noi ce le assumiamo tutte le responsabilità e le abbiamo anche in questo caso”, risponde Dadò. “Io direi che il Governo nel suo insieme non dimostra di essere compatto, non dimostra di essere una vera compagine che dovrebbe cercare di affrontare i problemi del Paese assieme. L’abbiamo visto ancora la sera della votazione sulle due iniziative sulle casse malati, quando il Paese ha detto “noi abbiamo seriamente bisogno perché siamo in difficoltà”: si sono presentati solo tre Consiglieri di Stato. Penso che questa è stata l’immagine del Governo attuale”.

“Un politico deve poter proteggere le proprie fonti”

E Dadò intende continuare a dirigere Il Centro? “Io sono ancora a disposizione e ho ancora moltissima energia. Del resto non sono sicuramente il politico più longevo oggi sulla scena cantonale, quindi penso di poter ancora dare qualcosa”, afferma. Un politico, viene ricordato, che si ritrova comunque con un decreto d’accusa per falsa testimonianza (e Dadò si è opposto). “Io sono convinto che un politico, come del resto voi giornalisti, debba poter proteggere le proprie fonti. Io più volte ho ricevuto delle informazioni - come è stato l’esempio con l’incidente dell’onorevole Gobbi - anche in questo caso non ho detto al procuratore pubblico chi mi ha fornito questo materiale e devo dir la verità: continuerei su questa strada, anche se dovesse ripetersi. Nel senso che, per me, un politico, un gran consigliere, deve poter proteggere le proprie fonti perché se perde la fiducia nei confronti dei cittadini ha perso tutto”.

Viene poi mostrato un grafico, che illustra i risultati de Il Centro politico nelle ultime tornate politiche: il numero di seggi in Parlamento è piuttosto stabile, se non in leggera diminuzione. “In Gran Consiglio c’è una frammentazione e tutti gli altri partiti hanno perso, oggi come oggi nella situazione in cui si trovano i partiti di Governo. Se alle tornate elettorali un partito riesce a mantenere le proprie posizioni, le posso dire che è un successo”, risponde Dadò. 

Un “Lago d’Orta” bis?

In studio viene ricordato che Fiorenzo Dadò vedrebbe di buon occhio un nuovo “Lago d’Orta”, il luogo dove nel 1992 si decise l’attuale struttura del Governo a cinque dipartimenti. “Purtroppo, con questo dipartimentalismo si tende a dare la responsabilità delle singole problematiche ad un singolo consigliere di Stato. Secondariamente, da parecchi anni che non c’è più una revisione dell’amministrazione e quindi anche delle competenze. Un “Lago d’Orta bis” si impone. Probabilmente, vorrei dire, che oggi i dipartimenti hanno talmente tante responsabilità sotto lo stesso cappello che c’è da chiedersi se non bisognerebbe creare anche qualche dipartimento in più”.

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