Per il secondo anno consecutivo, la musica di Castle on Air non accompagnerà le serate estive al Castel Grande di Bellinzona. Dopo aver portato nella suggestiva cornice del castello artisti come Elisa, Franco Battiato, i Nomadi e i Måneskin, il festival è infatti costretto a fermarsi ancora, alle prese con il forte aumento dei cachet richiesti dagli artisti.
A spiegare la situazione è il fondatore Gabriele Censi, che parla di un mercato fuori misura per la realtà ticinese. Al Quotidiano della RSI afferma che secondo lui esiste “una sorta di bolla nel mercato musicale”, con grandi produttori che avanzano “richieste economiche troppo importanti per il nostro territorio”. Di fronte a questa dinamica, sottolinea, le strade possibili sono due: accettare comunque di organizzare i concerti, aumentando però in modo marcato il prezzo dei biglietti, oppure rinunciare per ora e attendere tempi più favorevoli. Una scelta, quest’ultima, ritenuta più coerente con la filosofia del festival. L’alternativa sarebbe stata pesante anche per il pubblico: il costo dei biglietti, infatti, sarebbe salito del 30-40%, superando con certezza i 100 franchi.
In dieci edizioni, Castle on Air è diventato un appuntamento importante dell’estate bellinzonese e regionale. La sua assenza lascia quindi un vuoto non solo culturale, ma anche turistico. Per Juri Clericetti, direttore dell’Organizzazione turistica regionale Bellinzonese e Alto Ticino, “è una lacuna”: perdere un evento capace di richiamare “3-4’000 persone su diversi giorni” significa rinunciare a presenze locali, proprietari di case secondarie e turisti, con conseguenze “in termini di pernottamenti” e soprattutto di visibilità.
La musica, comunque, non mancherà a Bellinzona perché al Parco urbano è in programma il “Nevermind Music Fest”. Resta però aperto il tema di possibili collaborazioni future. Clericetti ammette che la volontà di creare sinergie esiste, anche da parte della politica e della Città, ma osserva che “non sempre è semplice”, perché entrano in gioco organizzazioni e interessi diversi, non facili da coordinare.
Quello di Castle on Air, però, non sembra un addio definitivo. Censi guarda avanti e rilancia il valore unico della manifestazione: un festival inserito in una location patrimonio UNESCO, che definisce “un unicum sicuramente a livello svizzero se non a livello europeo”. Per questo, conclude, “sarebbe un peccato non poter più vedere Castle on Air”, con l’auspicio di poterlo ritrovare “magari già a partire dal 2027”.






