Ticino e Grigioni

Chiusa l’inchiesta sulla rapina al Taleda

Per i sette imputati si profila il processo alle Assise Criminali. Il serbo che impugnò l’arma dovrà rispondere anche di tentato omicidio

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Il fatto era avvenuto nel luglio del 2024

Il fatto era avvenuto nel luglio del 2024

  • Immagine d'archivio Tipress
Di: Francesco Lepori 

Una rapina studiata nei minimi dettagli. In pieno giorno, nel centro di Lugano, sotto gli occhi dei passanti. Era il 2 luglio 2024 quando quattro malviventi (tre serbi e un croato) presero di mira la gioielleria Taleda, in via Pessina. Una pattuglia in bicicletta della polizia comunale riuscì a fermarli. Un agente esplose due colpi: il primo contro la vetrina; il secondo, accidentalmente, durante la colluttazione con uno degli autori.

Tre vennero arrestati sul posto. Il quarto poco più tardi, vicino alla Cattedrale. Le indagini fecero il resto. Nei mesi seguenti, all’estero finirono in manette altre tre persone: due uomini (un austriaco e un albanese) e una donna (pure di nazionalità albanese).

Per i sette imputati si profila il processo alle Assise Criminali. Il procuratore pubblico Simone Barca ha infatti terminato l’inchiesta, e trasmesso alle parti l’avviso di chiusura dell’istruzione. Diverse, a vario titolo, le accuse prospettate. Tra queste la rapina aggravata, l’esposizione a pericolo della vita altrui, la violenza o la minaccia contro le autorità e i funzionari, il danneggiamento aggravato, l’entrata illegale e l’infrazione alla legge federale sulle armi. Il cittadino serbo che impugnò una pistola contro la polizia dovrà rispondere anche di tentato omicidio.

Senza dimenticare i colpi compiuti in precedenza da due degli altri autori materiali: uno a Montreux (nel dicembre del 2023) e uno a Ginevra (nel marzo del 2024). Il gruppetto si trova tuttora rinchiuso al penitenziario cantonale, dove da tempo ha cominciato a espiare anticipatamente la pena.

Il Quotidiano del 23.01.2026

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