Spacciava eroina girando in bicicletta per le vie di Lugano. Almeno fino a quando, sfuggendo a un controllo, il 35enne iraniano lasciò cadere inavvertitamente il telefonino e una partita di droga.
Da lì nacque l’inchiesta, che il 1° febbraio del 2012 portò al suo arresto. Gli agenti dei reparti speciali lo fermarono nei pressi della Posta di Viganello, a pochi passi da casa sua, mentre si apprestava a compiere, armato di coltello serramanico, una spedizione punitiva. Bersaglio: un altro richiedente l’asilo, che gli aveva sottratto del denaro proveniente dal traffico di droga.
Da qui l’accusa di atti preparatori di sequestro di persona con potenziali lesioni gravi, di cui l’uomo dovrà presto rispondere alle Assise Criminali. Il rinvio a giudizio è stato firmato nei giorni scorsi dal procuratore pubblico Nicola Corti. Tra i reati ipotizzati anche l’istigazione agli atti preparatori di sequestro di persona (per un blitz analogo che stava commissionando in Iran), il riciclaggio di denaro, l’impedimento di atti dell’autorità e – non da ultimo – l’infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti. Il traffico imputato al 35enne, che contesta buona parte degli addebiti, è di almeno un chilo e 200 grammi di eroina.






