È sfociata in un decreto d’accusa l’inchiesta sul 52enne svizzero-egiziano del Bellinzonese che nel luglio del 2015, durante una vacanza sul Mar Rosso, picchiò la figlia e un’amica. La procura lo ha emesso nei giorni scorsi, proponendo una pena di 90 aliquote sospese e una multa di 800 franchi. L’uomo (parzialmente reo-confesso) è stato ritenuto colpevole di lesioni semplici, vie di fatto, minaccia e violazione del dovere di assistenza o educazione.
Il 52enne mal sopportava gli atteggiamenti assunti dalle due adolescenti, a suo dire lesivi dei costumi locali e tali quindi da metterlo in imbarazzo di fronte ai compaesani. La situazione precipitò al rientro da una cena, quando l’uomo cominciò a prenderle a sberle e calci. Per minacciare una di loro arrivò persino a brandire un coltello da sub.
Il tutto in aggiunta ai maltrattamenti già commessi, tra il 2012 e il 2015, ai danni della figlia. Da qui il decreto, a cui ora potrà comunque opporsi. La moglie (un’insegnante) è stata invece prosciolta.
Francesco Lepori
Dal Quotidiano






