È sfociata in un decreto d’accusa per lesioni colpose gravi l’inchiesta sull’incidente che il 12 luglio scorso, a Caslano, rischiò di trasformarsi in tragedia. Erano circa le 11.30 quando uno scooterista italiano proveniente da Magliaso investì un bambino confederato di nove anni, che in quel momento stava attraversando la strada con il fratello. Il bimbo riportò ferite gravissime; tali da metterne in pericolo la vita. Alla fine se la cavò, non senza comunque avere trascorso diversi giorni in ospedale.
La procura commissionò una perizia, da cui emersero le responsabilità del 28enne. Appena possibile l’uomo frenò, ma purtroppo non fu sufficiente. E questo a causa della velocità, di oltre 70 chilometri all’ora. Rispettando il limite di 50 lo scooterista sarebbe riuscito, viceversa, a evitare l’impatto.
Di qui – si è appreso lunedì – il decreto emesso nei suoi confronti dal procuratore pubblico Arturo Garzoni. Novanta aliquote giornaliere (più una multa di mille franchi) la pena proposta. La condanna è già cresciuta in giudicato. Il 28enne, difeso dall’avvocato Daniele Molteni, ha rinunciato infatti a impugnare la decisione.
Francesco Lepori






