La sentenza sulla vicenda Consonni, ritenuta "il più grave caso di malaedilizia mai avvenuto in Ticino" ma chiusasi con una mancata condanna per effetto di un precedente decreto di abbandono da parte della procura, fa ancora discutere: sia lo stesso ministero pubblico che gli ex dipendenti, questi ultimi tramite un comunicato diffuso mercoledì dall'OCST che li sostiene, hanno manifestato l'intenzione di ricorrere. Sono preoccupati i sindacati ma lo è anche il padronato del settore: bisogna "contrastare l'idea di impunità", si legge in un comunicato diffuso oggi, giovedì, dall'Unione associazioni dell'edilizia, dalla sezione cantonale della Società svizzera impresari costruttori e dall'Associazione ticinese dei pavimentatori stradali.
Notiziario delle 17.00 del 31.10.2019: Piergiorgio Rossi, presidente dell'Unione associazioni dell'edilizia
RSI Info 31.10.2019, 18:10
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La ditta i cui vertici sono scampati a una pena non aveva "onorato i salari previsti dai CCL di categoria per un totale di 562'000 franchi" in cinque anni di attività, "senza dimenticare gli orari di lavoro che raggiungevano punte di 54 ore settimanali". Pratiche che "innescano una pericolosa concorrenza sleale" a danno di chi le regole le rispetta. "Se si sbaglia in questi casi che dovrebbero essere rappresentativi..." afferma Piergiorgio Rossi dell'UAE, e se passa l'idea "che tutti possono fare tutto, si apre un varco importante e preoccupante". Agli artigiani ticinesi erano sfuggiti per esempio appalti come quelli, per 5 milioni, della ristrutturazione del Kurhaus di Cademario.
CSI 18.00 del 31.10.2019 - Le considerazioni del presidente dell'Ordine degli avvocati Gianluca Padlina
RSI Info 31.10.2019, 19:17
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