I due focolai di coronavirus individuati recentemente in Val d'Ossola, dove almeno 14 persone sono state trovate positive al Covid-19, sono da ricondurre a lavoratori frontalieri attivi in Ticino e Vallese. A spiegarlo è Edoardo Quaranta, responsabile del servizio igiene e sanità pubblica dell'Azienda sanitaria locale (ASL), secondo cui, in entrambi i casi "è molto probabile" che il contagio abbia avuto origine in Svizzera.
Il primo caso riguarda un dipendente di una casa anziani ticinese che è stato sottoposto a tampone nella stessa struttura "dove erano stati segnalati altri casi", riferisce Quaranta. Il lavoratore poi è risultato positivo. Anche sua moglie, un'infermiera impiegata nella stessa casa di riposo, è risultata contagiata. Dopo queste segnalazioni, risalenti a circa cinque giorni fa, l'ASL del Verbano-Cusio-Ossola si è mossa per testare i familiari e i conoscenti della coppia: altre quattro persone sono così state trovate positive.
Notiziario 22.00 del 25.06.20: due focolai in Ossola
RSI Info 26.06.2020, 01:11
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Il secondo focolaio è legato a un'azienda di Sion che lavora la frutta: in questo caso l'inchiesta epidemiologica è partita in Italia e ha riguardato 30 frontalieri che vi lavorano, 9 di loro sono stati trovati positivi e "due sono in condizioni critiche, mentre gli altri presentano solo sintomi lievissimi", fa sapere lo specialista. "Queste persone hanno in comune solo il luogo di lavoro, quindi è molto probabile che il contagio sia partito da lì", osserva Quaranta.
CSI 18.00 del 26.06.2020 - Il servizio di Flavio Maddalena
RSI Info 26.06.2020, 20:27
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