Parole di cordoglio e vicinanza ai famigliari delle vittime e dei feriti dell’incendio a Crans-Montana sono state pronunciate anche durante le cerimonie pubbliche di questo triste primo dell’anno a Lugano e Locarno, dove i discorsi ufficiali hanno toccato temi come l’autonomia comunale, i progetti e le preoccupazioni finanziarie.
A Lugano, al Palazzo dei congressi, dal sindaco Michele Foletti è arrivato un “j’accuse”. “Abbiamo bisogno anche di autonomia e di rispetto, in un Cantone nel quale una città non può neppure più decidere da sola il menù delle mense scolastiche”, ha dichiarato Foletti dal palco. “Questo Cantone ha bisogno delle riforme serie, concrete, proprio per permettere ai poli di poter avere quello slancio, quella possibilità di innovare e far crescere tutti quanti. Oggi più che possibilità di fare abbiamo tutta una serie di zavorre che ci frenano, che ci rallentano, che non ci permettono di poter esprimere l’innovazione e le capacità che abbiamo in questo Cantone”, ha poi dichiarato il sindaco Foletti alle telecamere del Quotidiano della RSI.
Lugano ha anche una sfida finanziaria da affrontare. La musica sotto Natale era quella dell’aumento del moltiplicatore d’imposta. L’auspicio è quello di una riflessione strutturata. Alla domanda se, a livello cantonale chieda una revisione del sistema perequativo, Foletti ha risposto che “sarebbe assolutamente il momento di rivedere questi sistemi”.
La città si muove, sono arrivate 100 nuove aziende è stato detto, e c’è un polo sportivo da inaugurare. Frutto di una visione è stato anche l’Ospedale Civico, definito dall’ospite d’onore, il direttore dell’Ospedale regionale di Lugano, Emanuele Dati, il cuore operativo della sanità in Ticino. “L’Ospedale universitario è una cosa possibile, bisogna studiarla in modo che in Ticino possa essere anche qualcosa di realizzabile. E il Civico in questo senso, con quello che è il ruolo di concentrazione della casistica altamente specializzata, ha un ruolo fondamentale indubbiamente per questo disegno”.
In vista di un futuro che metta al centro la parola innovazione ma che non lasci indietro nessuno.

La cerimonia di inizio anno a Lugano
Il Quotidiano 01.01.2026, 19:00
A Locarno l’abbraccio di Piazza Grande alle vittime della tragedia di Crans-Montana ha aperto il nuovo anno. “Credo di farmi interprete di tutti voi se da questa Piazza Grande così aperta sul mondo faccio giungere alla comunità vallesana di Crans-Montana, alle famiglie che questa notte hanno subito una perdita, l’abbraccio di tutti voi”, queste le parole pronunciate dal palco dal sindaco Nicola Pini.
Archiviato il 100° anniversario della Conferenza di pace, per il sindaco è l’ora del coraggio. “Prima di tutto bisogna avere ancora il coraggio di parlare di pace e abbiamo, spero, seminato. Però adesso bisogna avere il coraggio di continuare e bisogna anche avere il coraggio della speranza, dell’ottimismo. E io ho cercato oggi di dare dei segnali, di dire: cerchiamo di avere coraggio, individualmente ma anche come collettivo, come società, come comunità, come città evidentemente nel nostro caso”, spiega Nicola Pini alle telecamere del Quotidiano della RSI.
Città con in rampa di lancio una serie di investimenti su tutti la riqualifica della Rotonda e di Piazza Grande, quasi pronta ad affacciarsi sul lago. “Il 59% dei ticinesi si dice non contento o in una situazione finanziaria non confortevole. Questo è preoccupante. Noi come ente pubblico dobbiamo dare prospettive, dobbiamo dare fiducia, dobbiamo dare coraggio e per farlo dobbiamo investire. E ho chiesto ai cittadini, anche a loro, di investire se possono ma anche di investirsi, perché c’è bisogno del nostro impegno nelle associazioni, nelle istituzioni, nella società, nella comunità”, sottolinea il sindaco.
A Locarno ci vuole coraggio anche a parlare di aggregazioni. “Sì, abbiamo fatto un sondaggio tra la popolazione. Il Cantone sta studiando, poi discuteremo di quello che potrà essere, poi si deciderà. Io non so se è la scelta giusta o la scelta sbagliata ma so che è giusto mettersi in discussione e vedere se possiamo fare meglio. Magari sì, magari no”.

Primo gennaio a Locarno
Il Quotidiano 01.01.2026, 19:00






