La perdita di tre miliardi di franchi registrata lo scorso anno dal Credit Suisse avrà ripercussioni concrete anche nelle attività della banca a sud delle Alpi. Una tra le prime misure che i vertici dell'istituto hanno deciso di attuare, per contenere le perdite, è quella di chiudere, entro il 30 giugno, le succursali di Giubiasco e di Roveredo. Il personale impiegato non sarà lasciato a casa, ma collocato in altre filiali.
Ufficialmente, quindi, non si parla di licenziamenti ma solo di soppressione di posti di lavoro: chi lascia l'azienda non sarà sostituto. Misure più dolorose, comunque, non sono escluse nei prossimi mesi. Tutti i settori della banca dovranno contribuire al riassetto dei conti, anche attraverso prepensionamenti o spostamenti interni. Il programma di ristrutturazione durerà per tutto il 2016. In Ticino sono impiegate circa 800 persone.
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