Al Museo in Erba di Lugano l’arte contemporanea si fa morbida, tattile, a misura di gattonamento. Sabato ha aperto i battenti Tubabulure, un’installazione-gioco arrivata dal Centre Pompidou di Parigi e pensata per i bambini da 0 a 2 anni: un invito esplicito a esplorare, toccare, sperimentare con forme, colori e materiali. E il debutto luganese non poteva andare meglio, con il tutto esaurito.
Nei giorni scorsi, prima dell’inaugurazione, il museo ha organizzato dei test di prova con piccoli partecipanti e genitori “volonterosi”, chiamati a verificare sul campo ciò che qui è regola: niente “non si tocca”, niente mani dietro la schiena, nessuna distanza di sicurezza. Anzi, il contrario. “Sono stati gentilissimi perché ci hanno aiutato a formarci proprio anche noi animatrici”, racconta alla RSI Gaia Ponti, animatrice del Museo in Erba. “Ed è stato sorprendente: era presente, per esempio, una bambina di tre mesi, quindi con un’autonomia ridotta, come si potrebbe immaginare. Invece è stato veramente sorprendente vedere anche il rapporto bellissimo che si è creato, di interazione tra la madre e questa bambina”.
Il titolo Tubabulure gioca con un doppio rimando: da un lato la lallazione dei neonati, dall’altro gli iconici tubi del museo parigino. Dentro, l’esperienza è costruita come un percorso sensoriale: superfici da accarezzare, elementi da afferrare, volumi da osservare da vicino, con la stessa curiosità con cui un bambino scopre il mondo. L’idea nasce da un’esigenza molto concreta maturata proprio al Pompidou. “Avevamo visite per i bimbi da zero a due anni e ci siamo presto accorti che dovevamo limitarli, dicendo loro di non toccare, non urlare… dunque c’era un po’ di frustrazione”, spiega Alizée Sabouraud, responsabile di station bébé mobile. “Noi invece volevamo veramente un’immersione nell’arte contemporanea con il tocco, l’esplorazione, la stimolazione dei sensi; quindi abbiamo chiesto ad alcuni designer di creare installazioni adatte all’universo dei bambini”.
Non solo un’area giochi, dunque, ma un primo passo nell’arte contemporanea — per i piccoli e, spesso, anche per gli adulti che li accompagnano. “Spesso la reazione è: cosa possiamo fare con questi oggetti? Ce ne sono in tessuto, ci sono dei gonfiabili… L’animazione è importante per guidare il pubblico e far capire che gli oggetti sono manipolabili, e non c’è nulla di vietato, o quasi!”, aggiunge Sabouraud. In altre parole, una mostra che educa anche i genitori a lasciare spazio, a fidarsi dell’esperienza, a trasformare l’istinto di “proteggere” in un gesto di accompagnamento.
Accanto a Tubabulure, il museo ospita anche un’altra mostra interattiva del Centre Pompidou, firmata da Jean-Charles de Castelbajac e destinata ai bambini più grandi. Tubabulure, invece, porta la firma dei designer Jérémy Foiny e Claire Behaghel. Per partecipare bisogna iscriversi, perché lo spazio può accogliere un numero limitato di persone. La mostra resterà aperta per due mesi.





