Ticino e Grigioni

Dai campi rom alla Svizzera, contrabbandati 230 chili di oro

È quanto emerge da un’inchiesta appena chiusa dall’Ufficio federale della dogana - Elusi imposte e dazi per oltre 800’000 franchi - Il metallo prezioso veniva rivenduto dopo la fusione

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Immagini dell'oro contrabbandato

Immagini dell'oro contrabbandato

  • Ufficio federale della dogana
Di: DC 

L’Ufficio federale della dogana ha concluso un’inchiesta su un contrabbando di oro tra Italia e Svizzera. Nel complesso, ne sono stati importati illegalmente 230 chili, eludendo complessivamente circa 800’000 franchi.

Tre gli imputati principali, che recuperavano vecchia gioielleria nei campi nomadi del Nord Italia. Nel comunicato diffuso martedì viene precisato che un 56enne italiano attraversava il confine ogni settimana da valichi non presidiati con la merce nascosta in zainetti. L’oro veniva poi consegnato a due complici - italiani residenti in Svizzera - che lo vendevano a una società autorizzata a fondere metalli preziosi (autorizzazione immediatamente revocata). In un caso, sull’arco di 5 mesi tra 2021 e 2022, sono stati contrabbandati 190 chili di oro. Le imposte e i dazi elusi superano i 600’000 franchi.

L’inchiesta ha fatto luce pure su due ulteriori filoni: altri tre cittadini italiani residenti in Svizzera hanno contrabbandato circa 40 chili di vecchio oro.

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