Ticino e Grigioni

"Dati simili in Ticino"

Stando a un’inchiesta le richieste di carcerazione preventiva o di sorveglianza di computer e telefono sono quasi sempre accolte. Ne abbiamo parlato con il Giudice Albisetti

  • 11.09.2018, 20:03
  • 4 maggio, 20:20
Immagine d'archivio
02:27

CSI dell'11.09.18; il servizio di Giorgia Roggiani

RSI Info 11.09.2018, 19:22

  • ©Tipress

Le richieste di carcerazione preventiva o di sorveglianza di computer e telefono sono quasi sempre accolte. È quanto emerge da una recente inchiesta realizzata dalla SRF. Ben il 97% delle domande dei procuratori, il dato è stato elaborato da SRF, vengono autorizzate dai giudici dei provvedimenti coercitivi, che sono appunto chiamati a verificare il rispetto della legge per quanto riguarda la privazione della libertà e le varie misure di sorveglianza delle persone indagate.

“Sono cifre che rientrano grosso modo nella nostra casistica” precisa il giudice Maurizio Albisetti Bernasconi, responsabile dell’ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi in Ticino. “Queste istanze, che sono di diverso genere e tipo, vengono richieste per un determinato periodo in genere legato alla durata dell’istruttoria. Da parte nostra determiniamo la durata, che in buona parte dei casi è minore a quella che ci viene richiesta”.

L’obbiettivo, dichiara “è contenere il più possibile la durata della privazione della libertà”.Il tempo a disposizione per decidere è poco. “In genere sono 48 ore quando si tratta di carcerazione. In questo lasso di tempo non necessariamente possiamo occuparci di un solo caso. Detto questo è vero: la detenzione preventiva è una carcerazione dura. D’altra parte c’è spesso necessità di garantire la sicurezza della collettività, che controbilancia gli interessi e i diritti del singolo”.

Passando alle misure di sorveglianza delle persone indagate, per esempio il controllo del telefono, pure qui si nota una percentuale elevatissima di decisioni favorevoli agli inquirenti. “Le sorveglianze telefoniche sono in netta diminuzione, perché i delinquenti usano altri canali dove non possono essere reperiti. D’altro canto il nostro è un giudizio all’inizio della procedura ed è difficile proprio perché gli elementi sono pochi. Bisogna vedere se esistono oppure no”. (L’intervista integrale nel file audio allegato)

CSI/SP

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