La sconfitta subita a Mendrisio dal popolare-democratico Marco Romano è stata sorprendentemente netta. Samuele Cavadini ha ottenuto un consenso tanto ampio da stupire anche i presidenti sezionali dei partiti della città momò.
Un risultato tanto chiaro lascia presupporre che gli elettori dei partiti sprovvisti di un proprio candidato (Lega, Verdi, PS) si siano schierati dalla parte di Cavadini, ma c'è anche chi non ne è del tutto convinto: "Non sono un grande esperto di numeri elettorali però mi sembra siano mancati un po' di voti PPD", ha dichiarato il presidente socialista Giorgio Comi. Di parere opposto Davide Rossi, alla guida del PPD, che conferma la "legnata", ma non la mancanza di compattezza in casa azzurra: "Nelle comunali del 2016 avevamo fatto 1'800 schede, oggi Marco Romano ha preso 2'500 voti. La differenza penso dunque che non sia stata data dagli schieramenti in campo, ma da quelli in panchina".
Per il presidente PLR, Tiziano Calderali, che sottolinea la buona partecipazione al voto, il risultato ottenuto è al di là di ogni aspettativa: "Siamo contentissimi, non ci aspettavano una vittoria così netta. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche in vista delle prossime elezioni comunali".
Ma la politica partitica non spiega tutto, come rileva il leghista Daniele Caverzasio, secondo il quale a pesare sono stati anche aspetti personali: "È chiaro che un ballottaggio differisce da un'elezione classica. Si è votata la persona e è passato il candidato che probabilmente è risultato più simpatico".
L'auspicio condiviso da tutti, infine, è che si possa continuare a lavorare in uno spirito di collegialità.
Le interviste complete alle 18.00 alle Cronache della Svizzera italiana.
CSI/CaL/Notiziario 17.00


