Gallery video - Delitto Diebold, sviluppi nelle indagini
Potrebbe essere la svolta. La prova decisiva che magistratura e polizia stanno cercando da ormai un mese; da quando, la mattina del 12 novembre, Matteo Diebold fu trovato nel suo appartamento, ucciso a coltellate.
Il laboratorio di San Gallo ha anticipato, a voce, l’esito degli esami condotti su circa un terzo dei 150 campioni prelevati dalla villetta del presunto omicida.
Su un guanto e un asciugamano di Hans-Peter Maier sono state rinvenute tracce di sangue. Il sangue della vittima. Per gl’inquirenti, come detto, è un elemento pesante. Ben più di quelli che avevano portato all’arresto del 50enne tedesco. Maier, però, continua a negare ogni addebito.
“La sera dell’11 novembre uscii a cena con Diebold, ad Agra. Ma quando ci separammo in via Sorengo, sotto la sua abitazione, Matteo era ancora vivo. Poi – ha ribadito dal carcere – non ricordo più nulla; nemmeno il percorso che feci per tornare da me, a Villa Luganese.
Le macchie di sangue? Probabilmente – ha spiegato – risalgono ai giorni precedenti. Diebold si sarà ferito nel corso di una delle sue visite a casa mia.” Ora bisognerà attendere il rapporto scritto e le analisi del DNA sugli altri 100 campioni. Intanto, già in settimana a Villa Luganese verrà effettuata una nuova perquisizione. All’appello mancano infatti diversi oggetti: l’arma del delitto, uno dei due cellulari di Diebold, un eventuale secondo training (la tuta che Maier sostiene d’aver indossato la sera dell’11 non è stata lavata, e non presenta tracce della vittima).
Il 20 dicembre, sempre a Villa ci sarà inoltre la ricostruzione dell’infortunio. Quello con il quale la mattina del 12 novembre, nelle ore successive all’omicidio, Hans-Peter Maier si sarebbe ferito alla gamba, mentre potava la siepe. Il sospetto è che Maier si sia invece tagliato apposta, per coprire i segni dell’aggressione a Diebold. In proposito verrà sentito anche il medico che curò il 50enne al pronto soccorso, poco prima del suo arresto.
Francesco Lepori







