Il delitto di Brusio va provvisoriamente in stand-by, considerando che si tornerà in aula a maggio per la discussione finale e la sentenza. Il rinvio deciso mercoledì dalla Corte d’Assise è stato infatti necessario, per lasciare il tempo necessario alla Procura pubblica del Canton Grigioni di rispondere alla richiesta di rogatoria, indispensabile per acquisire la testimonianza di due valposchiavini che si sono rifiutati di varcare il confine per fornire la loro testimonianza.
Si tratta dell’ex autotrasportatore di Poschiavo, coindagato per l’omicidio di Zalende sia in Italia che in Svizzera, e di un uomo di Brusio, che a quanto pare potrebbe essere l’ultima persona ad aver visto ancora in vita Gianpiero Ferrari, ucciso con la moglie Gabriella Plozza il 21 novembre 2010. Tocca ora al Ministero pubblico della Confederazione pronunciarsi sulla richiesta avanzata dall’Italia con procedura d’urgenza.
Il processo è dunque alle battute finali, visto che gli imputati Ezio Gatti e Ruslan Cojocaru – presunto organizzatore e presunto killer del duplice omicidio – hanno dichiarato di non voler rispondere alle domande dell’accusa, poiché renderanno solo spontanee dichiarazioni.
Antonia Marsetti



