Ticino e Grigioni

Delitto di Faido ed esplosione a Leontica, gli interrogativi

Mentre continuano i rilevamenti degli inquirenti, resta da chiarire come sia possibile che l’uomo sia rimasto a piede libero 24 ore, nonostante la sua presenza acclarata in paese venerdì con tanto di minacce ad alcuni abitanti

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La casa nel nucleo di Leontica fatta esplodere dal 59enne
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RG 12.30 del 12.07.2026 - Il servizio di Alessandro Broggini

RSI Info 12.07.2026, 12:34

  • TI-Press
Di: RG-Alessandro Broggini/dielle 

In Ticino continuano i rilevamenti degli inquirenti che indagano sui fatti che hanno colpito il comune di Acquarossa. Da un lato c’è la morte di una donna di Corzoneso, trovata con un colpo d’arma da fuoco giovedì all’ospedale di Faido; dall’altro quella del suo ex marito, principale indiziato del delitto, trovato tra i resti della casa esplosa venerdì a Leontica.

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Dopo il delitto di Faido, il 59enne ricercato è morto nell’esplosione di Leontica

Il Quotidiano 11.07.2026, 19:00

Sul tavolo restano però anche parecchi interrogativi, ad iniziare da una domanda: cosa è successo in quelle 24 ore che separano i due decessi? Ci sono alcuni punti fermi e sono le poche informazioni ufficiali, ma anche le testimonianze convergenti che la RSI è riuscita a raccogliere nella serata di venerdì, ma soprattutto ieri (sabato) sul posto. Anche queste però, non bastano a rispondere ad alcuni degli interrogativi che restano al momento inevitabilmente aperti.

Il primo: com’è possibile che l’uomo, ex marito della donna trovata morta a Faido, braccato sin da subito, sia rimasto a piede libero 24 ore? E questo quando, secondo le testimonianze raccolte a Leontica, il villaggio dove viveva, nelle ore successive avrebbe incrociato visibilmente alterato più di un abitante minacciandolo. La polizia, ci si può quindi chiedere, sapeva che era in paese? E quindi che rischio ha corso chi si trovava a Leontica in quelle ore, alla luce di quanto avvenuto poi in serata?

Le fonti ufficiali ci dicono infatti che le forze dell’ordine hanno compiuto una verifica in una delle case di proprietà della famiglia dell’uomo, dopo aver ricevuto la segnalazione giunta alla centrale di Bellinzona di spari provenienti dall’interno di quell’edificio, lo stesso che è esploso coinvolgendo cinque agenti, ferendone tre in maniera non grave. E dove poi alla fine sono stati trovati i resti dell’uomo. La messa in pericolo degli agenti era evitabile?

Queste sono solo alcune delle domande che ad oggi non trovano ancora risposta e alle quali forse le autorità potranno rispondere - o cercheranno di farlo - con gli elementi che avranno. Tanto che nei prossimi giorni, proprio per fare un po’ di ordine, sarà organizzata una conferenza stampa.

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