Delusione e sfiducia: sono i sentimenti che prevalgono nel mondo bancario ticinese dopo che l'Italia ha deciso di imporre l'obbligo per gli istituti provenienti da paesi non appartenenti all'Unione Europea di avere una sede nella Penisola per poter accedere al mercato.
Il motivo? “Abbiamo contribuito al processo di regolarizzazione dei capitali e partecipato alla costruzione del concetto di scambio di informazioni internazionali eppure questa parziale contropartita non ci è stata concessa” spiega alla RSI il direttore dell’Associazione bancaria ticinese Franco Citterio.
Il Consiglio federale ha però detto che esigerà che le banche elvetiche possano comunque esercitare dal suolo svizzero; questo non vi rassicura? “Non molto”, ha replicato Citterio. “Durante questa lunga trattativa abbiamo già sentito queste rassicurazioni. È vero però che nell’attività bancaria c’è una serie di fasi che potrebbero essere svolte almeno parzialmente dalla Svizzera”.
CSI del 29.08.17; il servizio di Christian Gilardoni
RSI Info 29.08.2017, 20:12
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