Davanti ai magistrati monzesi, si è tenuto un faccia a faccia tra la 21enne ticinese e i due operai rumeni, accusati d'averla aggredita, stuprata e picchiata, nella notte tra martedì e mercoledì scorsi in un cascinale di Carugate, in Brianza.
Il confronto, meglio noto come “incidente probatorio”, si è svolto nell'ufficio del giudice delle indagini preliminari Anna Magelli. Ricacciando l'orrore per la violenza subita, la giovane ha fornito nuovi elementi d'accusa, coperti dal segreto istruttorio. Non solo, ha pure confermato le accuse mosse agli arrestati e ha fornito nuovi elementi di prova, come l'amputazione dell'indice della mano sinistra del più anziano dei due. Chi era presente al confronto, racconta che i presunti stupratori hanno ascoltato in silenzio, non hanno mai alzato gli occhi e la ragazza non li ha mai cercati con lo sguardo. Il Pubblico ministero ha manifestato l'intenzione di chiedere il processo immediato, che dovrebbe essere celebrato dopo vacanze estive.






