Ticino e Grigioni

Dumping salariale in Ticino, si chiede più vigilanza

A sei anni dalla raccolta firme, i sostenitori denunciano il peggioramento della situazione lavorativa - Serve un monitoraggio serio

  • Un'ora fa
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Votazione anti-dumping salariale: parlano gli iniziativisti

Il Quotidiano 19.01.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano - Sharon Bernardi / AC 

Una conferenza stampa partecipata, quella tenutasi lunedì a sostegno dell’iniziativa anti-dumping. E questo, a 6 anni dalla consegna delle firme.

“La situazione è peggiorata in confronto a 6 anni fa. Il tema è centrale e probabilmente più sentito rispetto a quando abbiamo lanciato l’iniziativa”, dice ai microfoni del Quotidiano Angelica Lepori del Movimento per il Socialismo.

Cosa propone l’iniziativa anti-dumping:

- Obbligo di notifica per ogni contratto di lavoro

- Potenziamento dell’ispettorato del lavoro con un ispettore ogni 5’000 lavoratori

- Creazione di una sezione dedicata alle discriminazioni di genere

- Statistica aggiornata dei salari e condizioni di lavoro

Un’iniziativa sempre più sentita, anche se le infrazioni non sono ritenute numerose. “Se licenzio qualcuno che guadagna 6’000 franchi al mese per sostituirlo con qualcuno che guadagna 1’000 franchi in meno non violo nessuna legge, se il salario rispetto a quello minimo è quello previsto dal Contratto Collettivo di Lavoro, ma è chiaramente dumping salariale”, sostiene Giangiorgio Gargantini, segretario UNIA Ticino e Moesa.

Per i sostenitori ci sono ancora troppi abusi: salari non a norma, stage fittizi e persone assunte al 50% che lavorano al 120%. Tante, inoltre, le neomamme private di una carriera.

Serve quindi un monitoraggio serio del mercato del lavoro, visto che da Berna si vorrebbe un Ticino a statuto speciale. “Servono degli strumenti che riescano a intervenire in modo specifico per la nostra realtà, ampliandolo però alle nostre regioni di confine. Rivendichiamo che i problemi, una volta riconosciuti, vadano affrontati”, dice Samantha Bourgoin, co-coordinatrice dei Verdi del Ticino.

Chi ha partecipato alla conferenza stampa, non ha menzionato però – se non sollecitato – l’impatto che questa iniziativa avrebbe in termini economici: 6 milioni e 54 ispettori in più per il fronte del sì, 18,5 milioni e 166 ispettori invece per i contrari. “Sono dei costi che vanno a favore della collettività, per capire cosa succede nel mercato del lavoro e uscire dalle situazioni di illegalità. Sono soldi ben spesi”, conclude Angelica Lepori.

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