Sono in corso una serie di interrogatori e confronti negli ultimi giorni sul caso delle presunte irregolarità agli esami finali di tirocinio di impiegato di commercio svoltisi a giugno al centro professionale commerciale di Lugano. Si è sempre parlato di un paio di note sospette, ma ad essere sentite dalla procuratrice capo Fiorenza Bergomi, titolare del dossier, sono state una decina di persone, in maggioranza studenti.
A fine luglio il DECS aveva segnalato al ministero pubblico una sospetta diffusione anticipata dei testi d'esame. Alcuni studenti avrebbero ammesso di aver ricevuto, prima della verifica, informazioni sul suo contenuto, ma - hanno precisato - senza averle chieste.
Resta da chiarire quindi chi gliele abbia forniti. Verosimilmente nelle prossime settimane si arriverà a una conclusione dell'inchiesta. Obiettivo è risolvere in tempi rapidi la questione. Anche perché - benché le note al momento siano state ritenute valide - a dipendenza dell'esito dell'inchiesta gli studenti, o alcuni di loro, potrebbero dover ripetere l'esame o addirittura l'intero l'anno. In questo caso si tratterebbe di una sanzione, conseguenza di una mancata collaborazione da parte di eventuali colpevoli.






