Il progetto da 20-25 milioni di franchi per procedere al risanamento dell'ex Petrolchimica di Preonzo ha fatto un passo avanti. Giovedì sera, come riferito dalla Regione sabato, anche l'assemblea del Patriziato di Preonzo ha aderito alla convenzione proposta dal cantone con la delega esecutiva al Dipartimento del territorio della bonifica dei terreni. L'intesa di principio, alla quale avevano già aderito la città di Bellinzona e l'attuale proprietario dell'area, la Gerre SA facente parte del gruppo Piero Ferrari, non definisce la chiave di ripartizione dei costi, ma consentirà di dare avvio alle opere di bonifica.
Passato inquinato
Il Quotidiano 11.02.2020, 20:00
Si prevede che il cantiere durerà all'incirca 5 anni. L'operazione inizierà con la demolizione di capannoni e la rimozione delle altre strutture superficiali. Poi si passerà alla fase più rilevante: la rimozione della terra e degli altri materiali altamente inquinati dai processi industriali dell'azienda che per un trentennio a Preonzo ha raffinato migliaia di tonnellate di oli minerali per ricavarne nuovi prodotti petroliferi.
Parallelamente ai lavori si svolgerà la procedura che dovrà stabilire chi e quanto dovrà pagare per eliminare ogni potenziale pericolo legato alle sostanze rimaste in loco dalla fine delle attività nel 1996 e rendere nuovamente sfruttabile un'area che si estende su 26'000 metri quadrati. Il cantone intende cercare di mettere di fronte alle loro responsabilità gli ex proprietari della Petrolchimica che, stando alle persone figuranti negli organi della società cancellata 16 anni fa, si inseriva nella galassia Tamoil tramite numerose società controllate. Nel 1996, stando a quanto riferivano i dirigenti operativi al momento della cessione delle attività, l'azionista era la Ecolube Holiding di Agno. Ma anche questa è fallita nel 2004.







