Ticino e Grigioni

Fallimenti abusivi in Ticino, ogni anno 50 incarti in Procura

Dalle aziende “dormienti” ai crediti Covid passando per la sottocapitalizzazione: un’analisi delle vulnerabilità e delle misure adottate per proteggere il territorio e le sue risorse

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Fallimenti abusivi, 271 segnalazioni in 6 anni

Il Quotidiano 22.01.2026, 19:00

Di: Sharon Bernardi/dielle 

I fallimenti abusivi danneggiano fortemente il tessuto economico ticinese. Per contrastarli, dal 2019, il Ticino ha un perito contabile – Peter Ranzoni – incaricato di individuare le procedure sospette e segnalarle al Ministero pubblico. E in 6 anni 271 incarti sono già finiti in procura.

Ogni anno una cinquantina di incarti finiscono in procura, su circa 800 casi di fallimenti che conta il Ticino. Il reato più frequente è quello di omissione della contabilità. “Abbiamo casi di omissione perché chi ha messo in piedi l’azienda non ha idea o non è in chiaro su cosa voglia dire tenere la contabilità e i relativi documenti – spiega al Quotidiano Peter Ranzoni –, ma abbiamo anche quelli che, magari a causa di difficoltà finanziarie, cercano di risparmiare preferendo magari pagare i fornitori e lasciando da parte gli oneri amministrativi”.

Il Ticino ha contribuito ad ispirare la modifica della legge federale entrata in vigore un anno fa, che ha anche nel mirino le società dormienti o vuote, aziende che non hanno una vera attività. “Seguendo il denaro si riesce a recuperarlo – spiega da parte sua il direttore del dipartimento Istituzioni Norman Gobbi –, con l’obbiettivo di danneggiare chi vuole abusare dei fallimenti e chi approfitta del sistema molto liberale dell’economia svizzera danneggiando però il nostro territorio. Noi vogliamo quindi proteggere il nostro territorio e, seguendo il denaro, riuscire a recuperarlo a tutela della nostra economia e dei lavoratori dello Stato”.

Anche perché in un fallimento abusivo, anche lo Stato perde: in oneri sociali, AVS o imposte alla fonte. I settori più esposti sono quelli della ristorazione o dell’edilizia e spesso emerge che le imprese erano sottocapitalizzate dall’inizio, e che i 20mila franchi usati per costituire la SAGL se li erano intascati subito gli azionisti. “Oggi con 20 mila franchi di partenza è difficile dare una parvenza di solidità a un’attività aziendale anche piccola – afferma ancora Peter Ranzoni –. Per fare un esempio: è una cifra che non permette nemmeno di comprare un furgone nuovo. Si va quindi o sull’usato o sul leasing, pagando in questo caso acconti e prime rate, ma se poi gli affari non vanno come previsto va a finire che dopo 1-2 anni, finiti i 20mila franchi, il fallimento è quasi inevitabile”.

Con un capitale così risicato i crediti Covid erano stati ben visti, ma anche in questo c’è stato anche chi ne ha approfittato: 81 i casi. La lotta ai fallimenti abusivi non si ferma comunque qui, tanto che si parlava di un potenziamento anche dell’Ufficio dei registri. “Potenziamento non a breve, ma che rientra nella riorganizzazione che permetterà di liberare risorse a favore di questa attività” conclude Norman Gobbi.

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