È il 17 aprile del 2012. Verso le 16.50, a Brione Verzasca si consuma la tragedia. Un’automobilista investe in retromarcia una bimba di tre anni, appena uscita dalla toilette pubblica. La piccola morirà in ospedale nelle ore successive.
Il procuratore pubblico Nicola Respini non ha dubbi: quel dramma si sarebbe potuto evitare. Da qui il decreto d’accusa per omicidio colposo emesso nei confronti del 47enne, e giunto ieri alle parti. Contro di lui il magistrato ha proposto una pena di 90 aliquote giornaliere sospese e una multa di 900 franchi.
La velocità della vettura – ha stabilito infatti la perizia tecnica – era eccessiva. La retromarcia venne eseguita a 14,5 chilometri orari, e non a passo d’uomo, come impongono invece le norme di sicurezza.
A provocare l’incidente fu insomma l’imprevidenza colpevole dell’automobilista. La difesa contesta però la tesi della procura. Il legale del 47enne, Brenno Canevascini, ha già impugnato il decreto. La vicenda approderà dunque alla pretura penale.
Francesco Lepori
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CSI 18.00 Il servizio di Francesco Lepori
RSI Info 03.10.2013, 20:06







