Il Ministero della transizione ecologica italiano ha segnalato di recente la propria disponibilità a riprendere i negoziati con la Svizzera per un accordo di solidarietà sul gas. Lo indica venerdì il Consiglio federale in una risposta ad una mozione di Marco Romano (Centro/TI), senza indicare tuttavia scadenze.
Roma, secondo il Governo, ha pure chiesto informazioni sulla quantità di gas stoccata dalla Svizzera in Italia, facendo intravedere la possibilità di sottoscrivere un memorandum di intesa, simile a quello già concluso con la Grecia.
Nella sua mozione, che l'Esecutivo respinge poiché le trattative sono in corso, il deputato ticinese insiste sull'importanza di un accordo con Roma nel settore del gas, soprattutto in un'ottica di gestione di situazioni di difficoltà di approvvigionamento e di crisi. Le trattative erano state interrotte alla vigilia delle elezioni politiche italiane del 25 settembre, in attesa dell'insediamento del nuovo governo.
Ticino dipendente dall’Italia
La fornitura di gas naturale verso il Ticino dipende esclusivamente dall'Italia, fa notare Romano. In Ticino le Aziende Industriali di Lugano (AIL), in qualità di azienda regionale, importano 1,3 TWh di gas naturale, che impiega per la distribuzione diretta a oltre 10 mila clienti finali e per l'approvvigionamento delle aziende rivenditrici Aziende industriali di Mendrisio (AIM), AGE Chiasso, Metanord e Azienda comunale di Stabio. Il gas importato è destinato per il 52 % alle economie domestiche (in prevalenza per il riscaldamento) e per il 13 % a grandi consumatori del comprensorio di distribuzione delle AIL SA; il restante 35 % è venduto alle aziende rivenditrici.
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