Un gestore patrimoniale cittadino italiano di 63 anni attivo in Mesolcina è stato condannato per amministrazione infedele. La Corte del Tribunale regionale della Moesa ha stabilito una pena pecuniaria sospesa per un importo complessivo di 18'000 franchi e una multa di 3'500 franchi.
L’imputato “ha dato prova, con il suo comportamento, di sconsideratezza nei confronti dei suoi clienti” – si legge nella decisione notificata per iscritto il 6 aprile 2023 – “causando delle perdite di entità rilevante”. La Corte ritiene però che abbia agito con dolo eventuale, che rende il suo comportamento “meno grave”. L’amministrazione infedele è riconosciuta per cinque dei sei accusatori privati.
Il 63enne è stato invece prosciolto dalla tentata truffa ai danni di due società. La Corte ha rilevato che l’imputato non ha messo in atto un tessuto di menzogne e nemmeno utilizzato particolari macchinazioni, ma ha solo fornito indicazioni false nelle fatture, “la cui verifica poteva essere eseguita con facilità”. Viene quindi a mancare l’elemento oggettivo dell’astuzia.

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Telegiornale 06.10.2021, 12:30




