Ticino e Grigioni

Grigioni, terra fertile per le organizzazioni criminali?

Il blitz antidroga di settimana scorsa, che ha visto coinvolto anche Roveredo, non è il primo caso che riguarda la Mesolcina

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L'auto è incorsa in un controllo di velocità, giovedì scorso
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Criminalità organizzata a Roveredo

SEIDISERA 03.03.2026, 18:00

  • Polizia GR
Di: SEIDISERA - Marcello Ierace/ Grigioni sera - Alessandro Tini / M.Mar. 

L’operazione antidroga condotta la settimana scorsa tra Italia, Francia e Svizzera ha portato all’arresto di sette persone legate alle mafie italiane, quattro delle quali residenti a Roveredo. Non è la prima volta che si registrano infiltrazioni mafiose nel Moesano. Ci si chiede, quindi, in che modo queste organizzazioni criminali siano riuscite a stabilirsi in Mesolcina.

Il caso

Il blitz è stato condotto contemporaneamente in Francia, Svizzera e Italia, e ha contribuito allo smantellamento, lunedì 23 febbraio, di un traffico internazionale di cocaina, gestito da clan di ‘ndrangheta e camorra.

La droga era arrivata via nave dal Sud America e poi era stata smerciata in Europa con auto di lusso. I ricavi ottenuti dalla vendita della droga venivano riciclati attraverso società, false fatturazioni e investimenti immobiliari da oltre cinque milioni di franchi.

Di recente è sembrato che questi fenomeni fossero più frequenti nel Canton Grigioni, rispetto al Ticino. “Nei Grigioni le maglie, per certi versi, sono più larghe”, dichiara a SEIDISERA Francesco Lepori, giornalista RSI e responsabile operativo dell’Osservatorio ticinese sulla criminalità organizzata dell’Università della Svizzera italiana. “Attenzione, questo non significa che da noi la criminalità organizzata non sia presente”, continua, “una delle sette persone arrestate la scorsa settimana aveva contatti con soggetti attivi in Ticino”.

La differenza è rappresentata dal fatto che il Ticino ha messo paletti più stretti, come “l’obbligo di presentare l’estratto del casellario giudiziale. Obbligo in vigore ormai dal 2015”. In aggiunta, nel 2024, “il Consiglio di Stato ha licenziato un messaggio con cui propone l’adozione di sei misure per rafforzare la lotta alla criminalità economica”. Con questo si punta alla sensibilizzazione dei Comuni riguardo alle società buca lettere e alle residenze fittizie. “Problemi per i quali Lugano e Mendrisio si sono, peraltro, già attivati”.

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Mafia e permessi, i Grigioni cosa fanno?

Il Quotidiano 03.03.2026, 19:00

Il Grigioni italiano è quindi “più esposto a determinate dinamiche, ma non è e non credo che diventerà l’epicentro svizzero della criminalità organizzata”. Come dimostrano i dati, cantoni della Svizzera centrale quali Basilea, Argovia, Lucerna, Zurigo, Turgovia e San Gallo sono a più alta densità mafiosa.

Tra le problematiche riscontrate negli ultimi anni, risulta anche quella delle società fittizie che permettono alle organizzazioni criminali di “ricevere permessi di soggiorno, percepire illecitamente prestazioni sociali come la disoccupazione, ottenere crediti privati o contratti di leasing”. Con il fallimento delle presunte attività, gli impegni non vengono mantenuti, come si è visto con “l’operazione Cavalli di razza, che nel 2021 ha colpito le ramificazioni svizzere della cellula di Fino Mornasco, oltre San Gottardo”. In questo caso la ‘ndrangheta sfruttava queste società “per assumere fittiziamente persone che, una volta arrivate nel nostro Paese, si dedicavano, forti di quella copertura, al traffico di armi e di droga”, conclude Francesco Lepori.

Gli interrogativi sui permessi nei Grigioni

Già nel 2017 Hans Peter Wellig, granconsigliere mesolcinese, aveva presentato un’interpellanza al Governo grigionese in cui affermava che il “Moesano è diventato un El Dorado per società buca lettere, le quali condizionano negativamente l’economia regionale”. Anche in quell’occasione si è parlato di legami tra queste società ed esponenti di famiglie di ‘ndrangheta. Più recentemente, nel febbraio dello scorso anno, un’altra operazione anti-’ndrangheta, partita da Brescia, ha fatto emergere legami con il Grigioni italiano.

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Grigioni sera del 03.03.2026: Operazione antidroga a Roveredo, gli interrogativi

RSI Info 03.03.2026, 19:00

Le preoccupazioni toccano anche il Municipio di Roveredo, che negli ultimi anni ha avuto diversi contatti con l’Ufficio della migrazione e del diritto civile di Coira, a cui ha chiesto maggiore attenzione nella concessione dei permessi di soggiorno. Decio Cavallini, vicesindaco di Roveredo con esperienza ultratrentennale nella polizia cantonale, ne ha parlato ai microfoni di Grigioni sera.

Secondo il vicesindaco, questa vicenda dimostra che il Cantone ha dei problemi con il rilascio dei permessi di tipo B a stranieri che hanno precedenti penali. “Al momento evidentemente non abbiamo ancora chiesto spiegazioni a Coira”, dichiara Cavallini, “anche perché stiamo prendendo atto di tutto quello che è successo”. Il Comune intende capire cosa abbia portato a questa situazione, dopodiché vuole “comunque prendere posizione anche nei confronti del Governo”, cercando di comprendere “perché determinate procedure divergono da quelle adottate in altri Cantoni per lo stesso caso”. Il Ticino aveva, infatti, negato il permesso alle persone arrestate la settimana scorsa, ma i Grigioni no. Anche il Comune di Roveredo vorrebbe agire allo stesso modo, ma oltre a trasmettere al Cantone le proprie osservazioni “non può emanare nessuna decisione”, conclude Cavallini, “quindi è costretto, se il Cantone rilascia il permesso, ad accettare questo cittadino sul proprio territorio”. 

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