Emergono nuovi dettagli sull’operazione antidroga legata alle mafie italiane che lunedì scorso, all’estero, ha portato all’arresto di sette persone. Sabato la RSI ha rivelato che due di loro, padre e figlio, risiedevano a Roveredo con un permesso di soggiorno. Lunedì sono trapelate ulteriori indiscrezioni.

Operazione antimafia: due arrestati vivevano a Roveredo
Il Quotidiano 28.02.2026, 19:00
Si è appreso infatti che nel comune mesolcinese ne vivevano altre due (sempre con tanto di permesso B). Una è la compagna del 52enne: ha 37 anni, ed è la figlia del montenegrino che l’Europol ha definito “un obiettivo di alto livello, ricercato da diversi Paesi”. La seconda è un 44enne italiano che abitava nel palazzo accanto.
L’inchiesta è di quelle importanti. Il blitz, condotto contemporaneamente in Francia, Svizzera e Italia, ha smantellato un traffico internazionale di cocaina, proveniente via nave dal Sud America e poi trasportata con auto di lusso. I ricavi venivano riciclati attraverso società, false fatturazioni e investimenti immobiliari. Il tutto sotto la regia di clan della ‘ndrangheta e della camorra.
Nemmeno il Ticino sarebbe estraneo alla vicenda. In base alle nostre informazioni, un altro degli uomini arrestati (pure di nazionalità italiana) avrebbe avuto contatti con soggetti attivi, da noi, nel mercato della cocaina.






