Ticino e Grigioni

"I frontalieri non influenzano i salari"

A dirlo è un’analisi della SECO, stando alla quale non vi sarebbe inoltre nessun legame fra l'aumento dei disoccupati e quello dei lavoratori che arrivano dall'estero

  • 20.11.2013, 17:46
  • 4 maggio, 12:11
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  • Ti-Press / Benedetto Gall

L'aumento dei frontalieri, ben evidente in Ticino e in Romandia, non pesa sui salari della manodopera indigena. È quanto emerge da un rapporto della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) che ha analizzato la situazione del mondo del lavoro dall'entrata in vigore dell'accordo sulla libera circolazione delle persone.

Nessun legame tra aumento dei disoccupati e quello dei frontalieri

Stando al testo, approvato dal Consiglio federale, non vi sarebbe inoltre un legame fra l'aumento della disoccupazione e quello dei lavoratori che ogni giorno varcano la frontiera. Per quanto riguarda nello specifico il Ticino, le risposte fornite dalle autorità cantonali mostrano però la difficile situazione dell'impiego: nel cantone il tasso dei senza lavoro risulta infatti essere nettamente più elevato, distaccandosi dalla tendenza in atto in Svizzera.

I frontalieri guadagnano l'8% in meno

Desta inoltre preoccupazione, a Bellinzona, la crescente proporzione di frontalieri nel settore terziario, in concorrenza con la manodopera indigena. Stando alle informazioni
fornite alla SECO dal cantone, i frontalieri guadagnano in media l'8% in meno della manodopera locale. Secondo il cantone, inoltre, il vigore del franco ha influenzato l'attuale struttura economica della regione, colpendo in particolare l'export, il commercio al dettaglio e il turismo.

"Misure per sostenere i disoccupati"

Nel suo rapporto, Berna conclude ricordando che i cantoni hanno la possibilità di reagire in maniera appropriata ai problemi evidenziati. “Le autorità del mercato del lavoro – spiega - dispongono delle misure in grado di sostenere i disoccupati indigeni e di proteggerli dagli abusi”.

Red.MM/ATS/SM

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