Trovare un nuovo modus vivendi con il cantone e la Confederazione per permettere il rilancio del Dazio Grande. Questo l’obbiettivo della Fondazione che gestisce lo storico edificio di Rodi Fiesso per rimborsare il credito di 1,6 milioni di franchi stanziato 25 anni fa per la sua ristrutturazione.
Rimane infatti ancora scoperto un milione di franchi e le entrate della gestione corrente non permettono più il rimborso al cantone di 60mila franchi all’anno. Verrà quindi chiesta la diminuzione dell’importo annuo oppure si suggerirà al cantone l’uso degli spazi per dei seminari. Lo ha dichiarato alla RSI Franco Lazzarotto, membro del Consiglio di fondazione.
Per fare ciò è necessaria una riorganizzazione. Si deve passare dal volontariato al professionismo in alcuni posti di lavoro. Può sembrare paradossale, ma, come ha spiegato Lazzarotto, “si tratta di trovare professionisti per spendere meglio i soldi”.
Gli addetti ai lavori si dicono fiduciosi e entusiasti, per quella che è stata definita “una nuova era”. C’è inoltre la consapevolezza che ci vuole sangue nuovo. Per questo, ha precisato Lazzarotto, “si cercano giovani della valle”.
CSI/Red. MM.
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