La petizione mirante a ridurre il numero dei deputati, presentata nel novembre di tre anni fa dalla “Lega degli Indignati” è stato un argomento che ha suscitato notevole attenzione lunedì in Parlamento. Nella discussione, il relatore Franco Celio (PLR) ha rimarcato l’inutilità dei contenuti della petizione.
Secondo Celio i tempi lunghi della politica non dipendono dal numero di deputati e sulla stessa base si sono allineati i rappresentanti degli altri gruppi, eccezion fatta per la Lega, rimarcando che portare da 90 a 60-70 i seggi ridurrebbe il confronto politico, la presenza femminile e porterebbe all’esclusione dei distretti extraurbani. E Massimiliano Ay (MPS/PC) ha rimarcato come petizioni di questo tipo vadano respinte poiché rallentano e nuocciono ai lavori assembleari.
Boris Bignasca (Lega) ha ricordato invece che tanti deputati in meno sono un sicuro risparmio, come pure 90 parlamentari allungano i tempi delle decisioni politiche. Il rapporto di Franco Celio ostile alla petizione è stato approvato con 68 sì, 6 no e 6 astenuti.
EnCa
Dal Quotidiano:






