Il consigliere di Stato Claudio Zali ha consegnato mercoledì ai colleghi di governo il suo decalogo anti-padroncini, un documento che aveva promesso alla sua entrata in carica. Il rapporto raccoglie il lavoro di mesi di analisi e osservazione e propone varie ricette. Tra le misure ce n'è una che suggerisce di attuare lo scambio automatico di informazioni fiscali con le autorità fiscali italiane. Secondo Zali, se un padroncino lavora in Ticino è giusto che lo sappia l'amministrazione italiana, perché il rischio che non paghi le tasse nel suo paese è grande.
Aumentare i controlli
Nel documento il ministro torna anche sull'abolizione delle notifiche on-line (per Berna non è un opzione percorribile). Secondo Zali il Cantone dovrebbe anche cominciare a rendere la vita un po' più difficile ai padroncini chiedendo loro più documenti, maggiori informazioni e giustificativi. Si tratta di aumentare i controlli, ha detto Zali ai colleghi delle Cronache della Svizzera italiana.
Valutazione tecnica e politica
Una valutazione tecnica e politica arriverà nelle prossime settimane
Red. MM/CSI
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CSI 18.00 - Il servizio di Veronica Alippi
RSI Info 19.02.2014, 19:01






