Ticino e Grigioni

Il futuro del Macello Ticino

Il progetto di sviluppo regionale, che a Cresciano vorrebbe anche la lavorazione della carne, è in fase di approvazione a Berna. Una ventina gli attori coinvolti

  • 26.08.2022, 21:56
  • 20.11.2024, 15:12
immagine
02:39

Il rilancio del macello

Il Quotidiano 26.08.2022, 21:00

Di: Quotidiano 

Andare oltre la macellazione e occuparsi anche della lavorazione della carne per rendere più redditizio il macello cantonale di Cresciano. Un'inizativa che fa parte del progetto di sviluppo regionale e che coinvolge una ventina di attori del territorio. Attualmente è sottoposto per approvazione a Berna.

Durante l'inverno il macello funziona due giorni a settimana, d'estate uno solo, eppure anche quest'anno il bilancio non è negativo. Certo è che il Macello Ticino è poco sfruttato. Basti pensare che primo piano e seminterrato sono vuoti. Spazi utili che, appunto, potrebbero ospitare la lavorazione della carne.

"Il progetto deve avere una maggioranza agricola al suo interno", spiega Sem Genini, segretario agricolo dell'Unione contadini ticinesi e membro del cda della Mati SA, ai microfoni della RSI, "e una parte importante è appunto la filiera della carne, come per esempio le operazioni di disosso. Ma c'è anche la filiera dei cereali, quella della birra, che sono fondamentali. Inoltre ci sono i 'laboratori del gusto': aziende agricole che si metteranno a disposizione per mostrare il loro lavoro quotidiano, la passione che ci mettono, a tutto il pubblico che potrà andare a visitarle".

Un progetto che valorizza il concetto di "km zero" al quale si è sempre più sensibili. Ha richiesto parecchio impegno ma ora è pronto: "Abbiamo inviato tutto l'incarto a Bellinzona, dove è stato accettato", prosegue Genini. "Ora è a Berna, e appena arriverà l'ok federale si partirà appena possibile. I primi sei anni son finanziati, ma speriamo che rimanga in piedi tutto il progetto".

Debito di costruzione, "due milioni che pesano"

Sarà un grosso sostegno, ma per un vero rilancio bisognerà anche trovare il modo di liberarsi del debito di costruzione: ne sono convinti i promotori, secondo cui è evidente che "i due milioni pesano moltissimo", afferma Manfredo Forni, presidente del Mati SA. "Adesso che abbiamo un progetto possiamo anche intavolare un discorso con differenti attori, per poter abbattere questo debito".

Da una parte l'appello a maggiori contributi da parte dei comuni, dall'altra l'eventualità che il comune di Riviera acquisti lo stabile e la Mati SA ne diventi un inquilino. Le ipotesi non mancano, ma per ora, sui dettagli, bocche cucite.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Ti potrebbe interessare