Il lavoro domestico, non remunerato, rimane una prerogativa femminile, in Ticino come altrove. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Ufficio cantonale di statistica giovedì, le donne dedicano mediamente più tempo - quasi 37 ore settimanali - ad attività come la preparazione dei pasti, le pulizie e la cura dei figli. Gli uomini meno di 25 ore.
Le differenze si riscontrano indipendentemente dal modello occupazionale della coppia: non solo quando lui lavora e lei no, ma anche quando entrambi hanno un’occupazione e persino quando la moglie o compagna è attiva professionalmente e il partner no.
Qualcosa però sta cambiando, “molti più uomini tendono a introdurre il lavoro a tempo parziale per occuparsi della famiglia, ma è una tendenza molto molto lenta”, ha spiegato al Quotidiano della RSI Athina Greco, collaboratrice scientifica del Servizio delle pari opportunità. Il carico supplementare che si riflette anche sulla possibilità di fare carriera e sul salario, ma pure sulle possibilità di “entrare nel mondo della politica o di dedicarsi ad altre attività”.
Le donne guadagnano mediamente l’8% in meno, ma il divario - già presente dai 15 ai 24 anni - nel settore privato cresce con il passare dell’età fino a raggiungere il 14% oltre il cinquantesimo anno. Per rimediare ci vuole “non un miracolo” ma “un cambiamento sociale che richiede del tempo e uno sforzo comune”, precisa Greco.
Fra le evoluzioni positive evidenziate dalle statistiche, spicca il sempre maggiore interesse delle ragazze per professioni scientifiche e tecniche e dei ragazzi per lavori nel settore delle cure.






