Ticino e Grigioni

Il maggioritario non passa

Il Gran Consiglio ticinese boccia il cambio di sistema per l’elezione di Esecutivo e Legislativo

  • 12.03.2014, 20:38
  • 4 maggio, 13:04
La sala del Gran Consiglio

La sala del Gran Consiglio

  • � Ti-Press / Samuel Golay

Il Parlamento ticinese non ne vuole sapere di un’elezione del Governo con il sistema maggioritario. L’iniziativa parlamentare dell’UDC dell’aprile 2010 è stata bocciata oggi, mercoledì, per 39 voti a 19 e 2 astenuti.

Il sostegno è giunto, oltre che dalle file democentriste, dai Verdi, da alcuni deputati di PLR, Lega e PS e da Sergio Morisoli (indipendente).

Secondo il promotore Marco Chiesa, rispetto al sistema proporzionale attualmente in vigore in Ticino, il maggioritario permetterebbe una migliore governabilità. Si garantirebbe una politica dell’alternanza al posto di quella della concordanza, è stato spiegato.

Respingendo il testo, i contrari hanno però sottolineato che un cambio di sistema, dopo 80 anni di stabilità, potrebbe causare un indebolimento della coesione politica e sociale e di conseguenza anche delle istituzioni. Sono state inoltre ricordate le situazioni in Germania e Italia, dove vige il maggioritario e dove i partiti più forti sono spesso costretti a larghe intese per evitare la paralisi dell’azione di Governo.

No anche nel caso dell'elezione del Parlamento

I deputati hanno anche respinto l’introduzione del maggioritario per l’elezione del Gran Consiglio. In questo caso l’UDC è rimasta più isolata (48 voti contrari a 11 e un astenuto).

Iniziative analoghe del liberale Tullio Righinetti erano già state bocciate nel 2007 dal Gran Consiglio ticinese dopo l’analisi di un gruppo di lavoro. Sette anni fa il maggioritario per il Governo era stato affossato per 52 voti contro 21.

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