Ticino e Grigioni

Il parto va reso un’esperienza migliore

L’iniziativa “Mamma. Nascita. Libertà” ha dato voce alle donne che hanno partorito in Ticino - Dal sondaggio dodici proposte concrete per migliorare le cose

  • 17 maggio, 20:26
  • 17 maggio, 21:06
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Le nascite in Ticino: parola alle donne

SEIDISERA 17.05.2024, 18:50

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Di: Seidisera/RSI Info

“Durante il mio primo parto ero giovane, terrorizzata, e purtroppo ho trovato delle persone, probabilmente anche a fine carriera, che non avevano tanta voglia di accogliere la mia giovinezza e la mia paura”. È la voce di una mamma, che insieme ad altre donne ha raccontato la sua esperienza al termine della presentazione a Bellinzona dei risultati del progetto “Mamma. Nascita. Libertà”.

Si tratta di un’iniziativa lanciata poco più di un anno fa e che, per la prima volta, ha interpellato delle donne che hanno partorito in Ticino negli ultimi cinque anni. A rispondere sono state quasi 1’300. Il tutto con l’obiettivo di sapere cosa ha funzionato e cosa no. In Svizzera, gli studi indicano che una donna su tre ritiene di aver vissuto un parto traumatico.

Il 30% non è soddisfatto o lo è poco

“Oltre il 70% dice di essere soddisfatta del proprio parto e questo è positivo, però c’è un 30% che non è soddisfatto o lo è poco”, sottolinea Angela Notari, coordinatrice del progetto. Il sondaggio ha rivelato varie sfumature e vari temi: “Ci dicono che conoscono benissimo l’aspetto della salute mentale, ma in pochissime chiedono aiuto. Oppure c’è l’allattamento, che è un tema carico di tensione di pesantezza”.

Parto legato ancora a parole come “trauma” e “dolore”

La narrativa del parto resta ancora spesso legata a parole come “trauma” e “dolore”. “Viene ancora vissuto molto come un prezzo da pagare per avere un bebè sano e alcune donne dicono che se si può prendere una pillola che faccia dimenticare quelle ore lo si fa. Questo è il segnale che qualcosa non va bene”, dice Notari.

Dodici misure per migliorare l’esperienza del parto

I promotori hanno quindi proposto dodici misure per migliorare l’esperienza del parto, in primis la reintroduzione della possibilità di far capo alla propria levatrice di fiducia negli ospedali. Viene invocata anche una maggiore sensibilizzazione delle madri e del personale medico sul tema dell’allattamento, che viene spesso presentato spesso in maniera bucolica, ma sul quale c’è ancora troppa poca informazione e preparazione. In generale vengono chiesti più sforzi per il periodo post-parto, magari con dei corsi, come avviene per preparare i genitori alla nascita.

Problemi a livello comunicativo

L’indagine ha evidenziato inoltre una situazione preoccupante a livello comunicativo. “Questa derisione, questo abbandono, queste informazioni discordanti... Sembra giocarsi proprio lì la partita per un parto positivo o negativo”, continua Notari. “Quindi noi chiediamo che il personale che accompagna le donne e le famiglie non trascuri più questi aspetti, perché sono tanto importanti quanto le questioni prettamente mediche”.

I prossimi passi saranno ora degli incontri mirati con le autorità sul territorio per far conoscere il progetto, che si vorrebbe anche racchiudere in un libro, per il quale è aperta una raccolta fondi sul sito www.progettiamo.ch.

Le nascite in Ticino: parola alle donne

SEIDISERA 17.05.2024, 18:50

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