Esiste da due anni il vaccino concepito per proteggere neonati e lattanti contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), fonte di forte tosse, raffreddore, problemi respiratori con decorso potenzialmente grave, specialmente nei bambini molto piccoli. L’efficacia di tale vaccino era emersa già lo scorso inverno, e si conferma anche adesso.
“L’effetto positivo si vede in primis sui pazienti”, afferma al Quotidiano Monica Ragazzi, caposervizio di neonatologia dell’Istituto pediatrico della Svizzera italiana (IPSI). “Molti meno pazienti sono malati gravemente e questo sgrava sicuramente le famiglie e anche i reparti di pediatria, non solo in Ticino, ma è un effetto che abbiamo notato in tutta la Svizzera”.
La netta diminuzione, di cui parla la dottoressa, è evidente: nel 2022 e 2023, il virus era circolato molto causando un alto numero di infezioni in tutto il Paese. Introdotto nell’autunno del 2024, il vaccino non ha impedito il diffondersi del virus, che è in circolazione anche adesso, ma ha ridotto drasticamente il numero di infezioni e la gravità dei casi.
“È una vaccinazione che raccomandiamo caldamente a tutti i neonati prima della dimissione”, dice ancora Monica Ragazzi. “Perché si tratta di una vaccinazione cosiddetta passiva: somministriamo quindi direttamente gli anticorpi che proteggono da subito il bebè. Quei pochissimi casi di infezione a cui assistiamo, anche di bambini vaccinati, hanno un decorso molto, molto blando. Quindi non abbiamo più avuto necessità di supportare questi pazienti dal punto di vista respiratorio con delle respirazioni invasive. Se proprio vengono in pronto soccorso si tratta di problematiche legate alla difficoltà di alimentarsi per un banale raffreddore”. In alternativa alla somministrazione di anticorpi al neonato, la vaccinazione è proposta alla donna in gravidanza. Attualmente i genitori che hanno detto di no al vaccino sono meno del 10%.
“Rispetto invece al virus influenzale, quello classico, si osserva - conclude Ragazzi - una circolazione simile a quella degli anni scorsi. Il trend, come negli ultimi anni, è che ogni tanto purtroppo queste influenze vengono complicate da sovrainfezioni batteriche, quindi da polmoniti”. La buona notizia è che il picco d’influenza è alle spalle.









