Un frontaliere di origini siciliane, residente nel luinese, ha sottratto, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, 20'000 franchi dal conto dell’azienda ticinese per cui lavorava. I fatti, si legge in un comunicato della questura di Varese, sono venuti a galla dopo un'indagine della polizia di frontiera di Luino.
L'uomo, dopo aver appreso la notizia del suo imminente licenziamento, aveva architettato un piano per svuotare il conto corrente collegato al bancomat aziendale affidatogli per il pagamento dei dazi doganali.
Il 30enne aveva denunciato lo smarrimento della carta, per allontanare eventuali sospetti, poi consegnata a un complice, di nazionalità albanese, per effettuare i vari prelievi. In totale, sono state registrate 35 operazioni, ognuna di circa 500 euro, presso un istituto bancario di Luino, tra il 28 giugno e il 4 luglio. Entrambi sono stati denunciati per appropriazione indebita, il siciliano anche per simulazione di reato.
ads






