Il conducente dell'auto non poteva vedere il bambino che investì facendo retromarcia. È la conclusione a cui giunge la perizia giudiziaria sull'incidente che il 22 aprile scorso, a Giubiasco, costò la vita a un bimbo di due anni.
Il piccolo - ha stabilito l'ingegner Massimo Dalessi - era infatti al di sotto della visuale consentita dagli specchietti. La vittima si trovava inoltre già dietro il furgoncino della Posta, e nelle sue immediate vicinanze. Fu travolta proprio mentre il veicolo, guidato da un 60enne del Bellinzonese, stava partendo. Da notare infine che la vettura in questione aveva due finestrini posteriori, separati a metà dalla carrozzeria.
Il rapporto sulla dinamica non ha dunque evidenziato negligenze. Questo non significa però che, più in generale, non vi siano delle responsabilità. La procuratrice Margherita Lanzillo dovrà valutare cioè se l'uomo avrebbe potuto prestare maggiore attenzione, anche considerando che si trattava di un piazzale privato sul quale c'erano, oltretutto, dei giochi per bambini.
Francesco Lepori
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