L’emergenza del coleottero giapponese, che in giugno ha infestato gran parte del Ticino, potrebbe essere rientrata. Le oltre 3’000 trappole disseminate sul territorio hanno catturato oltre 15 milioni di esemplari e dalla settimana scorsa stanno mostrando un crollo repentino della diffusione dell’insetto.
Come funziona il monitoraggio
Le trappole per il coleottero giapponese erano sparse ovunque sul territorio. La velocità con cui si sono riempiti i recipienti nel mese di giugno ha mostrato quanto il coleottero giapponese sia diffuso.
L’insetto è stato avvistato per la prima volta nel 2017 e in questi anni si è spinto sempre più a nord, fino a conquistare il Locarnese. Significa che la strategia di contenimento sta fallendo? “Ci aspettavamo che quest’anno sarebbe stato critico con tante catture”, spiega ai microfoni di SEIDISERA della RSI Cristina Marazzi, responsabile del Servizio fitosanitario cantonale. “La strategia di contenimento ha lo scopo di non far sparire l’insetto ma di cercare di conoscere bene il territorio” focalizzandosi quindi su “una cattura mirata nei punti più sensibili di ogni comune. In questo senso la strategia funziona”, spiega.
Si sa cosa si è catturato, ma non si sa cosa si è lasciato. “Per cercare di contenere sarà indispensabile implementare tutte le misure a disposizione e anche quelle che arriveranno, probabilmente più efficaci”.
Le previsioni per il futuro
Il 2026 è un anno in cui ci si aspettava un elevato numero di esemplari a causa delle condizioni meteorologiche favorevoli dell’anno scorso, con tante piogge. Al contrario, la siccità di questa estate potrebbe portare una presenza nettamente inferiore nel 2027.
Un’altra particolarità di quest’anno è che il picco è stato raggiunto prima e in una settimana si è passati da quasi 4’000 esemplari catturati per trappola a meno di 3’000: le viti, quindi, potrebbero avere il tempo per riprendersi e limitare i danni.
Cosa possono fare i cittadini
Per rendere più efficace la lotta al coleottero, ghiotto di vite ma che devasta anche le rose e altre 400 piante, si chiede collaborazione. In passato si sconsigliava ai cittadini di mettere una trappola nei propri giardini perché rischiavano di peggiorare la situazione, invece di migliorarla. Ora non è più così.
“La trappola attira ed è estremamente efficace e specifica”, prosegue Marazzi. “Se piazzata in una zona isolata dove c’è solo quella trappola, chiaramente attira tutti i coleotteri della zona e della regione, mentre se è inserita in una rete intensiva di monitoraggio come quella dei comuni che partecipano a questa strategia cantonale, fa il suo mestiere nel raggio di azione che le è concesso dalla prossima trappola. Non attira ma lavora localmente”.

Lotta contro la popilia japonica: catturati 15 milioni di esemplari
Il Quotidiano 16.07.2026, 19:00








