Ticino e Grigioni

La lotta al coleottero giapponese comincia dalla larva

Comuni e privati intervengono con trattamenti ad hoc - Preparate 3’600 trappole contro le 450 dell’anno scorso

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Riparte la lotta al coleottero giapponese

Il Quotidiano 21.04.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano - Valentina Bonfanti / M. Ang. 

In attesa della posa di oltre 3’500 trappole da parte del Cantone, Comuni e privati scendono in campo nella lotta al coleottero giapponese, in particolare con trattamenti per l’eliminazione delle larve perché se eliminare il coleottero giapponese non è possibile, è possibile gestirlo. Le larve dell’insetto si stanno risvegliando ed è questo il momento di fermarle con trattamenti ad hoc, prima che intacchino campi, alberi da frutto e viti.

L’esempio di Tenero

Al centro sportivo di Tenero ci sono 15 campi da calcio e una superficie da trattare di 70’000 metri quadrati. Intervenire è d’obbligo.
“Stiamo procedendo con dei nematodi antagonisti (microrganismi) che vanno ad intaccare la larva. Li immettiamo con un trattamento”, spiega alle telecamere del Quotidiano Mauro Matasci, responsabile degli impianti esterni del Centro Sportivo di Tenero.

Microrganismi contro le larve

Microrganismi vermiformi che si nutrono delle larve prima che diventino insetti. In Ticino sono in aumento i Comuni che ricorrono a questa strategia di controllo. “Se prima, fino al 2023, il problema era limitato al Mendrisiotto, negli ultimi due anni il coleottero è arrivato prima nel Luganese, poi fino al Monte Ceneri e poi ad Ascona, Locarno... Sono tutte zone molto colpite da questo insetto. Una confezione di nematodi da 250 milioni pesa circa 200 grammi, si dosa su 250 metri quadri. Noi abbiamo stimato di aver trattato l’anno scorso circa 40 ettari in totale in Ticino”, dice Roberto Buzzi, consulente Andermatt Biocontrol.

La soluzione del manto erboso resistente

Non solo trattamenti. A Tenero si è deciso di intervenire cambiando parte del manto erboso. Una possibile soluzione è la Bermuda, una graminacea (usata come erba ornamentale), molto resistente. “Abbiamo trasformato diversi campi con questo tipo di graminacea che ha bisogno di molta meno acqua, non si ammala. Allo stesso tempo il coleottero non riesce a intaccare le radici. Quindi è la soluzione migliore per quelle che sono le nostre latitudini”, spiega Matasci.

La strategia cantonale

Per i Comuni maggiormente colpiti non vi è obbligo di trattamento ma il Cantone chiede collaborazione, soprattutto in vista della nuova strategia che prevede un aumento significativo del numero di trappole sul territorio. “I Comuni sono stati invitati a far parte della strategia e per ogni Comune è stato calcolato il numero di trappole che dovrebbe posare idealmente per arrivare a un monitoraggio molto intensivo. L’anno scorso 25 Comuni hanno fatto parte della strategia, con 450 trappole. Quest’anno ci sono 65 Comuni che faranno parte di questa strategia per un totale attualmente di 3’600 trappole”, dice Cristina Marazzi, responsabile del servizio fitosanitario.

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