La procuratrice pubblica Pamela Pedretti ha chiuso l'inchiesta sul giovane del Luganese che in primavera picchiò, anche utilizzando degli attrezzi da palestra, i suoi famigliari e uno dei poliziotti intervenuti.
Per le ferite inferte al padre l'accusa è rimasta quella di tentato omicidio. Nessun rinvio a giudizio, però. Al Tribunale penale Pedretti ha inviato invece un'istanza di misura, con la quale chiede che l'imputato (affetto da una grave turba psichica) venga sottoposto a un trattamento stazionario chiuso.
La perizia psichiatrica condotta durante le indagini ha stabilito infatti che l'aggressore, difeso dall'avvocato Walter Zandrini, era completamente incapace di intendere e volere. Molto elevato il rischio di recidiva rilevato dall'esperto.
Il caso approderà dunque in aula. Ma l'udienza non sarà pubblica, e non verranno formulate richieste di pena. Toccherà poi al giudice dei provvedimenti coercitivi applicare le misure decise, collocando il giovane (ora alla Stampa) in una struttura adeguata.
Tentò di uccidere il padre, andrà curato
Il Quotidiano 29.11.2019, 20:00






