Si stringe il cerchio attorno agli autori dell’accoltellamento avvenuto a Bissone quasi un decennio fa, il 9 marzo 2012. Presto comparirà infatti alla sbarra anche il secondo dei tre rumeni che, per vendetta, aggredirono il 30enne kosovaro. L’uomo – si è appreso lunedì – è stato arrestato in Irlanda nel 2019, estradato in Svizzera nel maggio del 2020 e rinviato a giudizio alcune settimane fa.
L’episodio avvenne in replica al pestaggio che proprio il 45enne, difeso da Sandra Xavier, aveva subito a Mendrisio nei giorni precedenti. Sullo sfondo, questioni legate al controllo della prostituzione e alla sicurezza nei locali notturni. La sera dei fatti si trovava al volante della vettura che inseguì e speronò l’auto del 30enne, mentre questi stava rincasando a Campione d’Italia assieme alla compagna.
Lui sostiene di essere rimasto in macchina, ma per il procuratore pubblico Nicola Respini le cose andarono diversamente. Armati di mazze da golf, tutti e tre i rumeni ruppero i finestrini dell’altra utilitaria, per poi sferrare alla vittima un’impressionante serie di coltellate. Tredici o quattordici le ferite infertegli al torace, al dorso e agli arti. Ferite profonde, che senza l’immediato intervento dei soccorsi sarebbero sicuramente state fatali.
Nel giugno del 2013 un componente del terzetto fu condannato a 10 anni di carcere per tentato assassinio (con dolo eventuale). E tentato assassinio sarà anche l’accusa – come detto, contestata – di cui dovrà rispondere il 45enne. Il processo si aprirà il 13 luglio. A presiedere la Corte delle Assise Criminali sarà il giudice Mauro Ermani.




