Pochi giorni fa, sul tavolo della procura sono giunti i risultati del sopralluogo condotto, il 31 marzo 2015, alla Gavia di Fornasette, specializzata nello smaltimento di materiale di scarto e nel recupero di metalli preziosi.
Il rapporto ha evidenziato più di un’irregolarità. Per il trattamento di vari rifiuti l’azienda non era in possesso dell’autorizzazione necessaria. Alcuni fusti non avevano etichetta, e in uno dei locali destinati allo stoccaggio dei prodotti chimici – si legge ancora – mancava l’impianto di ventilazione. E poi la presenza di sostanze inquinanti nell’acqua: idrocarburi, cianuri, metalli pesanti. Gli esperti non hanno comunque potuto stabilire se anche quelle contenute nel fiume accanto siano o no riconducibili alla ditta.
La Gavia respinge però con fermezza le accuse ipotizzate dalla magistratura. “Le autorità – ricorda inoltre il legale dell’impresa, Marina Gottardi – conoscevano la situazione ben prima dell’avvio delle indagini. Nelle settimane precedenti, su richiesta della stessa Gavia avevano infatti già effettuato un sopralluogo.”
Francesco Lepori
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