I falli in pista, negli ultimi giorni, hanno fatto discutere parecchio. E sul fronte giudiziario ce n’è uno che sta dando vita a una partita ricca di sorprese. È la gomitata alla testa data da Landon Wilson durante il derby del 2007, che costò la carriera al biancoblù Benoît Pont. Il colpo – ha ritenuto la Corte d’appello e revisione penale – fu intenzionale. Non solo: l’attaccante del Lugano sapeva benissimo che rischiava di provocare ferite gravi, come purtroppo accadde.
La sentenza ribalta quindi quanto stabilito nel 2014 dalla pretura penale, che non aveva ritenuto la tesi dell’intenzionalità, condannando il 40enne statunitense a 10 aliquote sospese per lesioni gravi colpose. Non contento comunque, lo stesso Wilson statunitense impugnò poi la decisione, e il caso approdò così in secondo grado.
Un clamoroso autogoal – si è appreso oggi, mercoledì. La Corte d’appello ha accolto infatti la tesi del procuratore Paolo Bordoli: non 10, ma 90 aliquote sospese, e per il reato – come detto – di lesioni gravi intenzionali (nella forma del dolo eventuale). A Wilson è stata inoltre aumentata l’indennità da versare a Pont, passata da 9'000 a 11’700 franchi. L’ex-bianconero potrà ora rivolgersi al Tribunale federale.
Francesco Lepori
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