A cavallo del confine c’è un nuovo fenomeno, quello dei “fischietti in fuga”: arbitri che traslocano dall’Italia al Ticino per allungare la propria carriera, ricevere rimborsi più ricchi e, perché no, anche per cercare nuove esperienze.
Lo conferma, sulle colonne della Gazzetta dello Sport, Maurizio Cairoli di Cadorago, un arbitro che dopo una decina d’anni passati nella sezione AIA di Como l’ha lasciata per il Ticino: “Sono stato uno dei primi, ma il vero boom è recente”.
Per arbitrare in Svizzera non bisogna venirci a vivere, basta avere un domicilio postale ticinese. E sono numerose le giacchette nere, secondo la rosea, che si stanno informando e che stanno valutando il grande passo.
Del fenomeno se ne occupa giovedì sera il Quotidiano.
redMM/joe.p.









