L’Associazione delle industrie ticinesi (AITI) scende in campo in vista della votazione cantonale del prossimo 18 maggio, schierandosi a sostegno dell’amnistia fiscale cantonale e osteggiando il coefficiente d’imposta, sempre a livello cantonale. In un comunicato diffuso martedì, l’organizzazione mantello degli industriali spiega che l’impiego del coefficiente d’imposta cantonale come freno ai passivi pubblici non è la soluzione ideale per rallentare l’aumento della spesa pubblica.
Secondo l’AITI, il moltiplicatore pesa fiscalmente sui cittadini e imprese e non agisce direttamente sull’aumento della spesa pubblica. In merito nel testo si rammenta che tutti gli enti pubblici con strumenti di controllo s’impegnano nel calo della di quest’ultima e non sull’aumento delle tasse. Nel comunicato si sottolinea che “andare ad aumentare le imposte, quando invece tutte le più precise analisi concordano sul fatto che siano invece necessarie riforme fiscali, (…) appare deleterio non solo in se, ma rischioso in termini di impatto sull'economia del paese, soprattutto in un contesto economico incerto come quello attuale.”
L’AITI è invece favorevole all’introduzione degli articoli 309e e 314e nella legge tributaria del1994, grazie ai quali si prevede una riduzione del 70% delle aliquote applicabili allo scopo di recuperare le imposte che sono state sottratte nei dieci anni precedenti per tutte le imposte cantonale (sul reddito e sulla sostanza delle persone fisiche, sull’utile e il capitale delle persone giuridiche, imposte di donazione, successione e sugli utili immobiliari).







