I 13 sindaci che sono parte integrante del progetto aggregativo della Nuova Bellinzona hanno diffuso venerdì un comunicato stampa, in cui stigmatizzano la lettera spedita al Consiglio di Stato da parte di 23 comuni economicamente forti, chiamati a pagare un contributo di solidarietà a quelli deboli con un sistema di calcolo che avrebbe presunte distorsioni.
Nella missiva si considera discutibile l’approccio diretto con il Governo quando sono chiamati alla cassa in relazione alla Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale (LPI). I firmatari segnalano che tali rivendicazioni non sono nuove, come pure non lo è il metodo bilaterale per rivolgersi alle autorità.
I rappresentanti dei 13 enti locali ricordano pure il fatto che ogni anno queste località “paganti” si vedono sostenute dal Cantone che investe ogni anno centinaia di milioni di franchi; nella fattispecie si chiama in causa Lugano, che avrebbe incassato somme rilevanti per il Piano dei trasporti del Luganese o il campus di USI e SUPSI. Vero è che quest'ultima struttura giova a tutto il Ticino, non solo a Lugano.
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