Un’iniziativa educativa proposta ai ragazzi dell'Oratorio di Lugano sta avendo sempre più successo. Si chiama “CUOResima” - durerà fino al 27 marzo, per tutto il periodo della Quaresima - e vuole essere un modo concreto per dare una mano ai più bisognosi. I ragazzi portano frutta, un po’ di pasta, giochi da tavolo… Beni di prima necessità e cose semplici da condividere con chi è meno fortunato, che vengono caricati durante il giorno sull’ape di don Emanuele Di Marco, direttore dell’Oratorio. Alle 6.00 di sera poi, lui parte per le consegne.
“Abbiamo scelto di non fermarci troppo - racconta - perché già il gesto di consegnare significa dare una parte del cuore. Già questo dice molto, senza dover spiegare o raccontare niente. Poi penso che saranno le persone che hanno ricevuto a farsi avanti”.
Una decina finora le famiglie aiutate. Precariato e disoccupazione, affitto o cassa malati da pagare, debiti perenni ormai non paiono più episodi occasionali. Anche alcuni commercianti hanno iniziato a dare una mano ai ragazzi dell'Oratorio. La scoperta dell'indigenza e la possibilità di un gesto sembrano non lasciare indifferente nessuno.
“Far sentire il fatto di essere come dei poveri non va bene – prosegue don Emanuele -. È piuttosto un far sentire una mano sulla spalla, della quale tutti noi avremmo bisogno, in modi molto diversi. E qualcuno magari in questo momento ha bisogno proprio anche di qualcosa che riempia la dispensa”.
Quotidiano/BRav






