"In tutta questa storia ci sono molti lati oscuri", ha detto il direttore della Comida Christian Da Pont alla Regione, che oggi dà notizia della decisione della ditta, che aveva in appalto varie mense scolastiche ticinesi, di ricorrere al Tribunale federale. L'antefatto: il Cantone ha deciso l'interruzione della collaborazione alla scadenza del mandato.
Diritto privato o amministrativo?
Il TRAM ha bocciato un primo ricorso dell'azienda senza concedere l'effetto sospensivo e senza entrare nel merito, trattandosi di una questione di diritto privato, mentre per la procura, chiamata in causa da una querela della Comida contro due impiegati del Cantone, la vertenza è di diritto amministrativo.
"Vogliamo solo lavorare"
Le autorità giudiziarie, secondo Da Pont, starebbero dunque giocando un po' allo scaricabarile. L'azienda contesta anche le motivazioni dell'interruzione del rapporto decisa dal Governo, preceduta da uno studio che sulla qualità dei prodotti serviti agli allievi esprimeva un giudizio poco lusinghiero. "Ma è falso che acquistiamo prodotti in Italia", afferma Da Pont, che ammette invece che il 77% della cinquantina di dipendenti è frontaliero. Lo scopo della Comida, ora, è semplicemente quello di lavorare, non di ottenere un risarcimento.
Articoli correlati:




